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The sun is shining

Tuesday, April 14th, 2009

fiordipesco

Il sole ha iniziato a scaldare la terra, e i semi che sono sopravvissuti alla mia totale inesperienza germogliano scoppiettando come pop corn in una padella bollente.

All’appello si contano: ravanelli, zucca (chissà perché al singolare – misteri della sintassi orticola), zucchine, basilico, girasoli, spinaci (di questi non sono sicura, perché hanno una forma molto poco spinaciosa, però se fossero virgulti di un’erba qualsiasi sarebbero virgulti di un’erba qualsiasi molto selettiva, visto che non mi sembra stiano spuntando in altre parti lontane dal rettangolo dove ho seminato spinaci).

Durante un raid al garden center, che ha sostituito quello che per la me-milanese era la rinascente, luogo dove  sfogare le sfrenate manie consumistiche, pater ha insistito per prendere alcune piantine di melanzane, di aglio e di lattuga; interrate sabato, si presentano quanto mai sofferenti e prostrate. Forse si riprenderanno, forse no: è il cerchio della vita, dopotutto.

Semine

Monday, April 6th, 2009

A questo punto l’orto ha preso una sua identità e quasi tutti i semi sono stati piantati (eccezion fatta per le carote, per cui aspetto la luna calante, e i porri).

Parte delle fragole e parte del basilico sono stati messi in vasetti, così come la salvia, la menta, un po’ di crescione e l’erba cipollina.

vasetti

(le foglioline vispe sono il crescione: una benedizione per l’ego di ogni gardener-to-be)

Nel semenzaio vero e proprio erano già stati sistemati pomodori (cuor di bue e san marzano), zucche, zucchine, basilico, fragole. Se il sole tiene, entro la prossima settimana si dovrebbe iniziare a vedere qualcosa…

semenzaio

A spaglio invece lattughino, rucola, ravanelli, valeriana, cicoria, un po’ di crescione avanzato. A parte le cipolle (prese in bulbi).

mezzasemina

Nell’ultimo quadrante, poi, la camomilla e i girasoli – che mi stanno dando grande soddisfazione: si vedono già tutte le foglioline.

precamomilla

Che dire… per una (ex) cittadina come me, è stata una gran fatica. Non toccavo la zappa da quando avevo dieci anni, più o meno, e le vesciche sulle mani confermano che loro ne avrebbero fatto volentieri a meno. Ma da qualche parte bisognerà pur cominciare…