Orto sul balcone? – La Pianificazione Strategica
Ok. Rassegnamoci. Sono a Milano, e con ogni probabilità non mi ci schioderò prima di un tot di anni. L’orto-in-valle non morirà (anzi, per l’anno prossimo abbiamo in mente una espansione degna del più agguerrito capitalismo) ma è il caso di iniziare a pensare a qualcosa da fare anche qui.
Una volta garantito l’approvvigionamento vegetale di base (grazie al signor bioexpress) e dopo settimane e settimane di rimuginamenti, mi sono decisa ad avviare il mio Orto Sul Balcone. Certo, metà ottobre forse non è il mese ideale per chi si avvicina a questa disciplina zen, ma chi siamo noi per farci scoraggiare da qualcosa di così triviale come l’avvicendarsi delle stagioni?
Fase 1: La Pianificazione Strategica
Parlare di Orto Sul Balcone senza nominare la web-dea dell’ortosulbalconismo sarebbe quantomeno blasfemo: Erbaviola è la santa a cui votarsi per questa impresa. Ha pubblicato un libro sull’argomento (che non ho ancora, ma che conto di procurarmi al più presto) e sul suo sito ha pubblicato una guida per quelli che sono i primi step da seguire.
Fase 2: La Logistica
Il mio appartamento ha un enorme vantaggio e un (anche più) enorme svantaggio.
Il vantaggio è presto detto: niente balcone, qui parliamo di un vero e proprio terrazzino (4,5×2 mt) dotato di ottima esposizione e riparato dalle intemperie da una tettoia semitrasparente, distanziato dalle polveri sottili grazie ai quattro piani di condominio sottostanti.
Lo svantaggio? Giusto quei cinque piani (centogradinicento) che lo separano dal manto stradale, appunto. Senza. Ascensore.
Per fortuna il signor Esselunga esiste e lotta con noi: terriccio e humus possono essere consegnati a domicilio (e per ‘domicilio’ intendo sul-tavolo-della-cucina). Fra l’altro il terriccio è un curioso (ed ecologico) esempio di masochismo all’italiana:

Insomma, prima paghiamo frutta e verdura, buttandone gli scarti. Deinde paghiamo tarsu e non tarsu per smaltire i suddetti scarti sotto forma di rifiuti. Infine ce li ricompriamo (e come? Ma pagando, ovviamente!) come terriccio universale per i nostri balconi. G-e-n-i-a-l-e.
[ovviamente ho in cantiere anche una qualche forma di minicompostiera, devo solo decidere come metterla in pratica]
Ok, abbiamo la terra. Ora manca l’altro componente fondamentale dell’orto sul balcone: i recipienti.
Ieri ho fatto un giro in una specie di garden center appena al di là della tangenziale, e ho appurato che un vaso rettangolare di plastica (circa 40×80 cm e 45 di profondità), dotato di sottovaso, arriva a costare l’ABNORME cifra di 39 euro. Rendiamoci conto. Quanti anni di lattuga ci dovrei coltivare per andare almeno in pari?
Per fortuna Erbaviola è stata d’ispirazione anche in questo – ma ve lo racconto poi, che la zucca in forno è ormai cotta!
Tags: aromatiche, balcone, menta, milano, origano, orto, ortosulbalcone, rosmarino, salvia, verza

October 11th, 2009 at 13:49
FERMA!
Per la compostiera ci sto pensando io… dammi solo ancora qualche giorno che sto assemblando le istruzioni!! ; )
Compost indoor senza odori e senza insettini fastidiosi a costo zero!!
October 11th, 2009 at 13:53
ah! Altre due cose:
1° -Il libro di Erbaviola è ottimo, l’ho divorato in un nanosecondo.
2° -Ma questo è il terrazzino di Milano?
3° -(avevo detto 2?) stanno per partire i “RIZOMI” tra l’asfalto della città!
Cos’è RIZOMI? Non lo so bene neanche io ma tra un altro po’ lo definiamo meglio : D
October 11th, 2009 at 17:06
oh, se alla compostiera pensi tu mi levi di un gran peso : ) stavo quasi per comprarne una al castorama, da quanto son disperata! (ovviamente non l’ho presa 1. perché costava troppo e 2. perché pesava una tonnellata)
ero tentata di iniziare a trapanare un cestino di plastica dell’ikea, ma direi che è meglio aspettare le istruzioni…!
ma cos’è RIZOMI? non lanciare il sasso e ritirare la mano! che son curiosa : )
(si, questo è il terrazzino di milano. nel prossimo post allego documentazione fotografica)
October 12th, 2009 at 09:23
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October 12th, 2009 at 14:31
Bravissima Elena!! Prima o poi vengo a vedere, eh? Così mi consolo di non avere nemmeno un balconcino ;-)
October 13th, 2009 at 22:24
giulia, quando vuoi!!
October 16th, 2009 at 18:06
ciao, io per la compostiera da balcone ho risolto mettendo in un vaso una decina di cm di terriccio sul fondo e poi ci metto dentro solo i rifiuti vegetali e al massimo qualche guscio d’uovo…non so se ho fatto bene,,, ma per il momento mi sembra che vada abbastanza bene…non ci sono cattivi odori!!
October 17th, 2009 at 16:02
amalia, mi sembra un buon inizio :) ogni quanto riutilizzi il compost che si forma?
il vaso è chiuso o lasci circolare l’aria?
October 18th, 2009 at 14:10
…il vaso è aperto, non ho ancora riutilizzato il compost perchè questo è un sistema che ho adottato da un paio di mesi, ci buttero’ gli scarti fino a fine anno e lo lascerò “riposare” fino a primavera…solo allora lo userò.
Inoltre lo rivolto ogni due/tre giorni per fargli prendere un pò d’aria…speriamo bene!
una mia amica ha usato un vecchio cesto di plastica, quello per i giochi per intenderci, che è gia forato. CIAO
October 19th, 2009 at 14:30
mmh, credo di aver capito. fammi sapere come si comporta :) grazie!
October 20th, 2009 at 15:38
[...] Dicevamo: 39 neuro per vaso di plastica (per la cronaca: 28 il vaso e 11 di sottovaso) sono oltre il mio budget. Calcolando che per sfruttare lo spazio a disposizione avrei dovuto comprarne una dozzina, praticamente solo di vasi avrei speso l’equivalente di una cena a settimana al mio ristorante veg feticcio (cucina divina, ma arredamento discutibile). [...]
October 23rd, 2009 at 16:13
[...] poi ieri ho scoperto che la tecnica di compostaggio promessa da Nicola in un commento di qualche post fa è nientepopodimeno che una vera e propria fermentazione degli scarti [...]