Bokashi – 2

Passata una settimana dalla preparazione dello starter del bokashi, siamo al secondo step della guida di Nicola per la produzione casalinga del nostro lactobacillus serum.

L’acqua di risciacquo del riso era diventata molto torbida, con una sottile patina giallastra in superficie e del precipitato marrone chiaro sul fondo. L’ho filtrata attraverso un asciugapiatti di lino pulito e ho semplicemente risciacquato il contenitore in modo da elimiare i depositi senza usare spugne o detersivi. Ho rimesso nel contenitore circa 80 mL di liquido e ho aggiunto circa 800 mL di latte fresco crudo (rapporto 1:10).

bokashi

Perché il latte crudo? Ieri, per una serie di coincidenze planetare, ad un certo punto mi sono trovata nelle vicinanze di uno di quei distributore di latte che hanno sollevato tanti polveroni qualche mese fa, e ho deciso di provarlo. Un’esperienza a dir poco inquietante: vi dico solo che mentre il latte veniva erogato, il cabinotto muggiva!

Dal punto di vista del bokashi, sono consapevole che aver usato latte non pastorizzato potrebbe portare la coltura a diventare una vera e propria bomba batteriologica mutante – il tutto dentro il mio povero forno. Teoricamente questo potrebbe essere un bene – più batteri, più fermenti, maggiori chances di avere un risultato finale accettabile – oppure un male, nel caso in cui l’eccessiva virulenza del latte crudo fosse d’intralcio alla formazione dei batteri utili per il bokashi. Resto in attesa dell’eventuale cazziatone di Nicola  ;)

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7 Responses to “Bokashi – 2”

  1. anna Says:

    quanto tempo deve restare in preparazione questo mix?

  2. elena Says:

    nicola nel suo post specifica due settimane!

  3. Nicola Says:

    Non so… probabilmente può esserci una competizione tra cariche batteriche.
    Un po’ come quando faccio lo yogurth. Se utilizzo latte scremato sono sicuro che il mio inoculo colonizzi tutto il latte ottenendo una coltura “pura” (il latte scremato è considerabile praticamente “morto”). In caso contrario può iniziare una battaglia… e non si sa mai bene chi prevalga.
    In ogni caso… al massimo ottieni una roba che puzza a dismisura…
    A meno che uno non sia così folle da provare ad assaggiare i propri scarti marciulenti il tutto è assolutamente innocuo. Ma molto interessante.

  4. elena Says:

    dopo poco più di 48h si è completamente separato: ricotta puzzona sopra e siero semitrasparente sotto. che faccio, butto? =\

  5. Nicola Says:

    Mah?! il mio cocktail ha fatto così dopo qualche giorno… io direi che se non cambia troppo colore (muffa verde sulla superficie) puoi comunque provare. La separazione è quella giusta…

  6. elena Says:

    allora lo lascio riposare ancora un po’. mi devo attrezzare per il contenitore, non ho trovato nessuna soluzione ‘di riciclo’ che fosse soddisfacente. l’unico contatto che avevo nel mondo del catering è andato a fare l’amministrativo in qualche multinazionale…! -.-’

  7. enza Says:

    ciao, sono capitata qui per caso, cercando notizie sul bokashi. come faccio per leggere la puntata n. 3? o la bomba ti è esplosa nel forno?

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