Compostaggio urbano – Bokashi

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Sono entrata nel trip della fermentazione: l’avere a che fare con la chimica di ‘un certo livello’ ha portato agli estremi una curiosità che già da anni mi solleticava. Ad esempio, sto sperimentando su me stessa quanto una integrazione quasi quotidiana di miso alla mia alimentazione abbia effetti benefici superiori ad un bagno in una vasca di yakult; sto studiando quanto disponibile in rete per essere pronta ad iniziare, fra un paio di settimane, una produzione di idromele da far invidia ai nerboruti tenutari dello stand al capodanno celtico di Milano (che, a proposito, è questo week end); mi dedico alla produzione, un po’ fuori stagione, di pickled tofu; e così via.

Quando poi ieri ho scoperto che la tecnica di compostaggio promessa da Nicola in un commento di qualche post fa è nientepopodimeno che una vera e propria fermentazione degli scarti alimentari, beh, mi sono sentita baciata in fronte dal Destino stesso :)

Nel suo post, Nicola spiega una procedura passo-passo per farsi in casa il bokashi: un compost casalingo dall’allure giapponese, garantito inodore, a costo praticamente zero e dall’altissimo rendimento.

Là fuori esiste chi commercializza starter già pronti e vende appositi bidoni. Peccato che Costino. E il primo (e unico) comandamento che mi sta guidando sulla via dell’autarchica autoproduzione è proprio il Non Comprarlo, Che Costa. Per cui fidiamoci ciecamente di Nicola, e seguiamo il suo procedimento.

Step 1

Aprire la dispensa. Fra le n+1 confezioni di riso che la infestano, scegliere quella già aperta – nel mio caso, un riso integrale del pavese. In una ciotola versare il riso e coprire appena con dell’acqua del rubinetto. Dopo qualche minuto, agitare per bene il riso nell’acqua e quindi travasare il liquido, ormai torbido, in un contenitore – che va lasciato parzialmente aperto.

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Il contenitore va lasciato in un posto buio e fresco per 5/8 giorni. Io per ora l’ho messo nel forno, e promettogiuro che non me lo dimenticherò li nel caso in cui volessi replicare, in settimana, le mie ocd’s potatoes.

Appuntamento per il prossimo step verso il 30 ottobre. Nel frattempo, chi volesse approfondire può trovare altre informazioni su bokashi home-made su questo sito (segnalato da Salvatore nei commenti del post di Nicola).

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7 Responses to “Compostaggio urbano – Bokashi”

  1. Nicola Says:

    oh, già… io mi dimentico sempre di sottolineare il fatto che la mia acqua passa da un filtro ad osmosi… dimmi se hai dei problemi legati al cloro et similaria… non dovresti ma non si sa mai ;)

  2. elena Says:

    cloro no, ma calcare tantissimo (potrei farci le stalagmiti con l’acqua del rubinetto). come parziale tampone uso il filtro della caraffa, per cui dovrebbe andare tutto bene. lo sapremo fra un paio di settimane ;)

  3. Nicola Says:

    Altra dimenticanza…interessa un sistema per evitare d’ora in poi di comprare il terriccio, portarlo su per 5 piani di scale essere obbligati ad innaffiare o ad acquistare costosi impianti di irrigazione?
    Coming Soon ;)

  4. elena Says:

    nicola.. che domande! :)
    (proprio ora che avevo appena fatto scorta.. 40 lt, eh, niente di che ;)
    ho preso il libro di erbaviola e sto smaniando per allargare la famiglia)

  5. Ikka Says:

    Mi incuriosisce un sacco questa tecnica di compostaggio…continuerò a seguirne gli aggiornamenti !:-)

  6. elena Says:

    ehehe, chissà cosa succederà a questa bomba batteriologica che sto covando in cucina..
    nel caso non dovessi più aggiornare, mandatemi i nas a casa!

  7. Orticoltura Sperimentale» Blog Archive » Bokashi – 2 Says:

    [...] una settimana dalla preparazione dello starter del bokashi, siamo al secondo step della guida di Nicola per la produzione casalinga del nostro lactobacillus [...]

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