Archive for July, 2009

Nius

Sunday, July 12th, 2009

Due notizie, in ordine di importanza (relativa):

- La batteria della Tanto Amata macchina fotografia, dopo anni di dignitoso servizio, hanno reso l’anima al paradiso del litio. Visto che il trend attuale è ’se una cosa smette di funzionare, comprane un’altra’, la ricerca di una batteria compatibile sostitutiva che mi permetta di continuare ad usare la stessa macchina fotografica si sta rivelando più impegnativa del previsto. In parole povere, zero foto -.-

- Sono rientrata nel ciclo dell’economia (im)produttiva. Che è un modo arzigogolato per dire che mi hanno offerto un lavoro (precario, a progetto, ma non eccessivamente sottopagato) e io (in virtù soprattutto del terzo punto) l’ho accettato. Che, a sua volta, è un modo arzigogolato per dire che sono tornata in pianta (semi)stabile a vivere a Milano.

La somma delle due di cui sopra è semplice: ho dovuto affidare l’adorato orto alla badante della nonna, forte di oltre 30anni di esperienza florovivaistica ed oticola in Polonia, e per questo il blog è stato lasciato andare alla deriva. Continuiamo a cibarci dei frutti della terra sudatamente coltivata, soprattutto zucchine, aspettando la stagione dei pomodori, ma la triste realtà è che io ci ho ben poco a che fare.

Questo, però, non significa che l’Avventura dell’Orticoltore Niubbo sia così finita. Anzi. Sto solo cercando di capire come mettere in piedi un modello di coltivazione che possa andare avanti anche senza la mia presenza fisica.

A questo proposito, devo confidarvi che, in virtù delle ripetute iterazioni di inbreeding all’interno della mia famiglia, mi trovo come anello finale di una catena ereditiera che comprende una discreta quantità di terreni (agricoli/vigne/boschi). Oddio, niente di estensivo, solo un numero frammentato di fazzoletti distribuiti fra il fondovalle e il piede della montagna, con uno stuolo di parenti che potrebbero/potranno reclamarne il possesso.

L’amore per la terra e la necessità/volontà di ampliare il più possibile la quota di cibo ingerito dalla famiglia (allargata) derivante dalla coltivazione autoctona saranno le due molle che – spero – faranno partire il progetto che ho in mente. Come realizzarlo, con che soldi finanziarlo e come renderlo sostenibile… beh, se fosse stato facile, che gusto ci sarebbe stato? ;D

Appena potrò, vi svelerò qualche dettaglio in più. Stay turned!

(ps1: Maaaary, non mi son scordata di te! Sono semplicemente stata sommersa, in questo mese, dal trasloco, il nuovo lavoro, il passaggio di consegne, etc etc. Mi faccio sentire al più presto, promesso!)

(ps2: Peppe, purtroppo il rabarbaro non ce l’ha fatta, ma l’assenzio è stato rinvasato e cresce rigoglioso =) le tue saponette stanno stagionando, appena son pronte te le spedisco!)